Cascia

Cascia è il luogo dello spirito tanto da essere chiamata anche il colle della speranza, dove grazie alla presenza di Rita migliaia e migliaia di persone ogni anno la raggiungono. Cascia, tuttavia è un posto ideale per lo sport e per chi ama la tranquillità. Il suo clima favorevole, la sua esposizione al sole, il verde che la circonda la rendono meta desiderata da turisti, sportivi e amanti della natura in cerca di ossigenazione e di relax. La cittadina di Cascia sorge, in prossimità del fiume Corno in Valnerina. Nata durante l’epoca romana (rimangono ancora oggi segni evidenti come tombe, epigrafi, stipi votive, monete, vasi, are, cippi funerari), come grande parte delle città dell’Umbria, è durante il Medio Evo che Cascia conosce il periodo di massimo splendore. Prima sotto la dominazione delle signoria folignate, passò in seguito sotto il dominio di Federico II di Svevia e a seguire fu contesa senza risultato dalle vicine città di Norcia, Leonessa e Spoleto. Alle soglie del 1500, si arrese allo Stato Pontificio sotto il cui dominio rimase per meno di trenta anni e da allora mantenne sempre la propria indipendenza. Oggi è un piccolo comune con  3.200 abitanti e fa parte del territorio della Valnerina, la valle del fiume Nera, area amena dai mille colori, suoni e tradizioni. Nel parlare di Cascia non si può non citare Santa Rita; la suora, beatificata nel 1900, visse tra il 1381 e il 1457. Oggi la Santa, conosciuta come dispensatrice di grazie, è venerata in tutto il mondo e moltissima gente si reca ogni anno in pellegrinaggio durante le  Celebrazioni Ritiane al Santuario a lei consacrato.

 Da vedere nella cittadina:

Santuario e Monastero di Santa Rita

La Basilica di Santa Rita, realizzata nel decennio (1937-1947), contiene le spoglie incorrotte della Santa dei Casi Impossibili (1371-1447). Progettata da Mons. Spirito Chiavetta all’interno presenta affreschi ed opere d’arte di valenti artisti moderni, quali il Montanarini (cupola), il Filocamo (Altare Maggiore), Terrazzi (cappella con l’urna della Santa), il Seracchi (altare della Madonna) ed infine il Manzù che ha dedicato a Rita, la donna di pace, l’ornamento in bronzo dell’Altare Maggiore. A lato della basilica, c’è l’ingresso al Monastero, dove Rita visse i suoi giorni da monaca e dove ci sono importante testimonianze della sua vita: la straordinaria vite che domina nel cortiletto, la cappella con il crocifisso che le fece “dono” di una spina e la cassa solenne con il suo ritratto. Nella cripta, urna della Beata Madre Teresa Fasce e il reliquario con la pagina del breviario macchiato di sangue.

Circuito museale

Comprende Palazzo Santi (sec. XVI) dove all’interno è possibile vedere tavole e tele di diversi periodi e sculture lignee e, la Chiesa di Sant’Antonio, dove si possono gustare i preziosi dipinti di Nicola da Siena, nel ciclo pittorico della Passione, Crocifissione e Resurrezione del Cristo (1461).  Nel presbiterio, storie di Sant’Antonio Abate ad opera del Maestro della Dormitio di Terni (sec. XIV-XV). Inoltre, gruppo ligneo, raffigurante l’Angelo e Tobiolo, opera del veneziano Rizzi.

 Biblioteca

Dedicata a Tranquillo Graziani (sec. XVII) è situata nel settecentesco Palazzo Carli. Raccoglie preziosi testi antichi, incunaboli, manoscritti e documenti di archivio risalenti al tempo del libero comune casciano.

 Palazzo Comunale

In Piazza Aldo Moro, nello storico Palazzo Frenfanelli, sulla facciata lo stemma della città: una donna incoronata (l’autonoma Repubblica Cascina) con in mano un giglio (cortesia verso gli amici) e nell’altra una serpe (da mostrare ai nemici).

Le Chiese

La Chiesa di Santa Maria o della Visitazione (sec. XIII e XVII), nei pressi di Porta Pago. All’interno affreschi di Nicola da Siena (1461) e tele dei fratelli Angelucci da Mevale (1570). All’esterno leoni di epoca romana.

La Chiesa di San Francesco (1424), in Piazza Garibaldi colpisce per la bellezza del rosone e del suo portone ogivale. All’interno affreschi del XV sec. tra cui Madonna con bambino di Nicola da Siena, e tele di Niccolò Pomarancio e di Pierino Cesarei.

La Chiesa di Santo Agostino, di epoca gotica al suo interno si trovano stupendi esempi di affreschi di scuola umbra e perugina.

 A soli 6 km incastonata fra le montagne c’è la piccola frazione di Roccaporena, dove visse per circa 36 anni come ragazza, giovane sposa, madre di due bambini e, infine, da vedova. Punti focali: lo Scoglio della preghiera (pietra devozionale racchiusa fra le mura di una cappella in cima al cono di una montagna), L’orto dei miracoli con la rosa fiorita in pieno inverno, la Casa Natale e Maritale, la Chiesa di San Montano e quella nuova del Santuario in onore della Santa con interessanti mosaici.