Assisi si allunga sulle pendici del Monte Subasio, al di sopra della pianura in cui scorrono il Topino e il Chiascio. Benché possa vantare un’origine di epoca romana, l’attuale aspetto di Assisi, tanto degli edifici quanto del tessuto urbano, è stato sicuramente determinato dallo sviluppo medioevale. Il nucleo più antico della cittadina è protetto da un apparato difensivo costituito da otto porte di accesso fortificate e da una lunga cinta muraria, ancora in ottimo stato di conservazione, che fa capo a due castelli: la Rocca Maggiore, ricostruita dal Cardinale Albornoz nel 1367 e la Rocca Minore. Assisi, oltre agli edifici di culto di così grande importanza da non poter essere considerati suo patrimonio esclusivo, come la Basilica di San Francesco, il turista potrà visitare anche la Basilica di Santa Chiara e la Chiesa di San Pietro. La prima eretta in forme gotiche fra il 1257 e il 1265, la seconda di poco più antica, decorata da un elegante portale mediano e tre rosoni. Il Duomo, dedicato al patrono San Rufino, mantiene inalterata una splendida facciata con sculture e rilievi; l’interno, invece, ha subito nei secoli interventi di ricostruzione che ne hanno stravolto l’impianto originario del XIII secolo. Sulla Piazza del Comune di Assisi, posta sull’antica area del foro, troviamo il Palazzo dei Priori del 1337, il duecentesco Palazzo del Capitano del Popolo e il tempio di Minerva, costruito durante il periodo augusteo con pronao, colonne e capitelli corinzi ancora intatti. Nelle vicinanze sono visitabili i luoghi legati alla vita di San Francesco, come l’Eremo delle Carceri, immerso in un fitto bosco di querce e lecci sulle pendici del Subasio e il Convento di San Damiano, sorto intorno all’oratorio nel quale la tradizione vuole che il Crocifisso abbia parlato al Santo. Nella pianura, infine, l’imponente Basilica di Santa Maria degli Angeli è stata costruita su progetto dell’Alessi fra il 1569 e il 1679 per proteggere la Cappella della Porziuncola, il povero ritrovo dei primi frati francescani. Tutti coloro che avranno la fortuna di visitare questa splendida cittadina dovranno convenire con chi ritiene che la sua bellezza vada al di là di un breve e, per forza di cose, incompleto elenco di opere più o meno straordinarie, essendo invece da ricercarsi nell’atmosfera dei luoghi che la storia e la fede di San Francesco di Assisi hanno reso unici nel mondo – Fonte: www.bellaumbria.net/it/assisi/

Spoleto, pur mostrando anche nel tessuto urbanistico evidenti influssi di epoca romana, mantiene sostanzialmente intatto un aspetto antico – medioevale, dovuto al periodo in cui fu prima fiorente Ducato longobardo, e poi importante centro dello Stato pontificio. Alle più antiche origini di Spoleto appartengono l’arco di Druso del 23 d.C. (presso la chiesa romanica di Sant’Ansano), il Teatro romano, la cui costruzione si fa risalire ai primi anni dell’ Impero, oltre alla basilica paleocristiana del IV secolo di San Salvatore (a circa 1.2 km a nord). A poca distanza dalla duecentesca chiesa di S. Gregorio Maggiore, caratterizzata dalla suggestiva zona absidale e dal presbiterio rialzato, si trovano ancora un Ponte Romano detto anche Sanguinario a tre arcate in blocchi di travertino e l’anfiteatro del II sec. d.C. Monumenti di epoca più recente ma di altrettanto fascino sono le chiese di San Domenico e di San Ponziano entrambe erette intorno al XII secolo. Di grande interesse è sicuramente la Basilica di San Pietro per gli straordinari bassorilievi che ne ornano la facciata duecentesca. Dallo spazio antistante San Pietro si gode un’ampia vista che abbraccia tutta Spoleto fino al possente Ponte delle Torri, (dieci arcate alto 80 metri e lungo ben 230), il quale collega la Rocca, realizzata a partire dal 1352 per ordine del Cardinale Egidio Albornoz e su progetto di Matteo Gattaponi, alle pendici del monte che domina la cittadina. Proprio Monteluco fu il monte sacro agli anacoreti che qui si stabilirono a partire dal VII sec. fondando il convento di San Francesco a circa 8 km dal centro abitato e la chiesa di San Giuliano. Sicuramente indimenticabili per chi ha la fortuna di visitare questi luoghi saranno l’intero complesso del Duomo eretto nel XII sec. e caratterizzato oltre che dalla ricchezza degli arredi interni dai mosaici bizzantineggianti della sua facciata, e la Chiesa romanica di Sant’Eufemia. Fra le più importanti manifestazioni che sono organizzate nella città merita senza dubbio una particolare menzione il Festival dei Due Mondi. Fonte: www.bellaumbria.net/it/spoleto/

Terni, l’antica Interamna Nahartium (“terra tra due fiumi”, cioè il Nera ed il Serra), fu la patria dell’imperatore Marco Claudio Tacito e dello scrittore Cornelio Tacito nonché di altri importanti personaggi del passato. Dopo la metà del XIX secolo, Terni fu partecipe di quella rivoluzione industriale che le valse l’appellativo di “Manchester italiana”. Il suo assetto attuale, soprattutto a causa dei pesanti bombardamenti subiti durante la seconda guerra mondiale, è prevalentemente moderno e dinamico. Nonostante questo, Terni conserva parte del suo centro antico ed alcuni notevoli monumenti.  Tra questi ricordiamo in particolare la Chiesa di San Francesco, duecentesca, con la bellissima Cappella Paradisi con affreschi del ‘300; l’antica chiesetta di Sant’Alò, piccolo gioiello romanico; la Chiesa di San Salvatore, sorta probabilmente su un preesistente Tempio del Sole di epoca romana; quella di San Pietro con la sua interessante struttura absidale ed il suo chiostro; ed infine il Duomo, eretto nel XVII secolo. Degni di nota sono anche i resti dell’Anfiteatro romano, delle antiche mura e i quartieri medievali, con resti di antiche torri e bei palazzi. Tra questi è particolarmente interessante Palazzo Spada, attribuito al Sangallo. Terni, tuttavia, è soprattutto interessante per la sua architettura moderna: all’architetto Ridolfi, uno dei maggiori del nostro secolo, si deve piazza Tacito con la sua caratteristica fontana, corso del Popolo e largo villa Glori. Al famoso artista Arnaldo Pomodoro si deve invece l’Obelisco “lancia di luce”. Qui inoltre si trova la Basilica di San Valentino che custodisce il corpo del Santo, vescovo della città martirizzato nel III secolo d.C., oggi eletto in tutto il mondo patrono degli innamorati. A 6 km dal centro si trova la Cascata delle Marmore, che con un salto complessivo di 165 metri è la cascata più alta d’Europa. Nelle più immediate vicinanze meritano una visita i resti di Carsulae antica città romana, il grazioso paese medioevale di Cesi ed il Lago di Piediluco con il suggestivo paesino omonimo. Fra le più importanti manifestazioni che sono organizzate nella città merita senza dubbio un nota particolare la rievocazione di tradizioni popolari del Cantamaggio. Fonte: www.bellaumbria.net/it/terni/

Montefalco, posto in una posizione dominante sulle valli del Topino e del Clitunno, offre la vista di un ampio panorama delle terre umbre. Gli edifici pi importanti da visitare all’interno delle antiche mura di Montefalco sono senz’altro il palazzo comunale di origine duecentesca come la chiesa di Sant’Agostino, la chiesa romanica di San Bartolomeo con la vicina Porta di Federico II del 1244 e la chiesa di Santa Chiara al cui interno troviamo dipinti di scuola umbra. In nessun caso si dovrà però dimenticare di visitare la chiesa trecentesca di San Francesco, che oggi ospita il Museo Civico di Montefalco; infatti, al suo interno potremo trovare tanto dipinti di grande livello come un Presepio del Perugino, quanto lo straordinario ciclo di affreschi delle “Storie di San Francesco” di Benozzo Gozzoli. Poco lontani dal centro abitato, sorgono la chiesa cinquecentesca di Sant’Illuminata e quella quattrocentesca di San Fortunato che ospita nella lunetta del portale e nell’altare di destra ancora opere di Benozzo Gozzoli. Fra i più importanti prodotti tipici del paese va assolutamente ricordato il vino Sagrantino. Fonte: www.bellaumbria.net/it/montefalco/

Fra Foligno e Spoleto, Trevi sorge, come la maggior parte dei borghi medioevali della zona, su un colle in posizione dominante rispetto alla pianura dove scorre il Clitunno. L’origine di Trevi si perde nella notte dei tempi. Autori latini la classificano come una città degli Umbri e il recente ritrovamento di una epigrafe lo conferma, ma nel suo territorio stanziarono civiltà preistoriche, come attestano ritrovamenti del paleolitico. Acquistò grande rilevanza quando, in età imperale, fu ripristinato l’antico corso della Flaminia e si sviluppò in pianura, in località Pietrarossa, una vera “civitas” con edifici monumentali di cui rimangono numerosi resti, mentre sul colle seguitò a sussistere l’arce fortificata con robuste mura del I sec. a.C. tuttora visibili. Anticamente aveva giurisdizione su gran parte della valle sottostante fino ai Monti Martani e su molte “ville” della zona montana ad est. Fu sede di diocesi fino all’inizio del II millennio,  gastaldato longobardo e successivamente (inizi sec.XIII) libero comune. Tornata nel 1438 al diretto dominio della Chiesa sotto la legazione di Perugia, seguì le sorti dello Stato Pontificio fino all’unificazione. Nel basso Medioevo e nel Rinascimento ebbe il suo periodo migliore, caratterizzato da straordinari commerci ( veniva chiamata “il porto secco”) e vivacissima attività culturale. Nel 1469 vi fu eretto uno dei primissimi Monti di Pietà e nel 1470 vi si impiantò una tipografia, la quarta in Italia, gestita dalla prima società tipografica di cui si abbia memoria. Nel 1784  fu reintegrata al titolo di città da Pio VI. Uno dei momenti artistici più interessanti per chi visiterà questa cittadina è sicuramente la Chiesa di San Emiliano del XII secolo, con tre absidi ornate da lesene e archetti su mensole. All’ interno troviamo invece l’altare del Sacramento, opera di gusto raffinato attribuito a Rocco da Vicenza (1522). Oltre alla chiesa di San Francesco, gotica del 1200, che ospita affreschi del XIV e XV secolo, è bene visitare anche nel quattrocentesco palazzo comunale la Pinacoteca dove si possono ammirare una Madonna del Pinturicchio e un ‘ Incoronazione di Maria dello Spagna. Poco fuori dal paese si raggiungono in breve la Madonna delle Lacrime (1487) con un bell’ affresco del Perugino e la Chiesa romanica di San Pietro a Bovara. Fonte: www.bellaumbria.net/it/trevi/

Spello sorge fra Assisi e Foligno, adagiata su uno sperone del Monte Subasio al di sopra di una fertile pianura irrigua. Fra le città della zona è quella che sicuramente annovera il maggior numero di testimonianze di epoca romana; la cinta muraria, poi fondamenta per quella medioevale, i resti del teatro, dell’ anfiteatro, delle terme e le splendide Porta ConsolarePorta Urbica e Porta Venere di epoca augustea. Salendo verso l’ alto si raggiunge la chiesa, costruita fra il XII e il XIII secolo, di Santa Maria Maggiore la quale benché mostri una bella facciata rifatta con materiali antichi nel 1644 contemporaneamente ad una modifica dell’impianto architettonico, ha al suo interno il più grande tesoro. E’ infatti qui la splendida Cappella Baglioni, sul lato sinistro della navata, dipinta dal Pinturicchio con le immagini dell’ Annunciazione, della Natività e della Disputa al Tempio, oltre ad altri affreschi dello stesso autore nelle cappelle della crociera e del Perugino sui pilastri di accesso al presbiterio. Non lontano possiamo visitare la chiesa duecentesca di S. Andrea che ospita la tavola Madonna e Santi del Pinturicchio. Non bisogna dimenticare il palazzo comunale in Piazza della Repubblica con un bel portico ogivale e la chiesa di S. Lorenzo con resti dell’ antico edificio del XII secolo. Dai ruderi della rocca trecentesca, situata sulla sommità del colle, si domina la valle del Topino e i colli tutt’ intorno. Appena fuori dell’ abitato sorgono la chiesa romanica di S. Claudio e la Chiesa Tonda eretta nel periodo rinascimentale a croce greca e con cupola ottagonale. Fonte: www.bellaumbria.net/it/spello/

L’antica cittadina di origini romane di Bevagna è collocata al margine occidentale della piana di Foligno, ai piedi del gruppo collinare dove sorge Montefalco, presso l’ ansa del fiume Timia. L’aspetto odierno è sicuramente il frutto dello sviluppo medioevale, infatti benchè i Romani avessero impostato l’ antica Menania in modo tale che la via Flaminia fosse il decumano della cittadina, oggi il baricentro urbano è posto più a sud. Sono assolutamente da non perdere in Piazza Silvestri il palazzo gotico dei Consoli, posto singolarmente in obliquo rispetto agli assi viari e le Chiese di San Silvestro (1195 d. C.) e di San Michele Arcangelo; la fontana che completa la scenografia di questo eccezionale spazio pubblico è invece un rifacimento di epoca ottocentesca. Ancora oggi sono ben conservate le porte medioevali della cittadina, anche in seguito ad interventi ricostruttivi come quello del 1797 su Porta San Venanzo e lunghi tratti dell’ antica cerchia di mura. Non mancano, inoltre, testimonianze delle origini più antiche di Bevagna: i resti di un tempio del II secolo d.C. sul quale fu successivamente eretta la Chiesa medioevale della Madonna della Neve, il teatro romano (II secolo d.C.) che rimane a far da fondamenta ad un isolato circolare lungo il corso dell’antica Flaminia e i notevoli resti di mosaici appartenenti forse ad un edificio termale che rappresentano animali marini. Fra le più importanti manifestazioni che sono organizzate nella città merita senza dubbio una nota particolare la rievocazione storica del Il Mercato delle Gaite. Fonte: www.bellaumbria.net/it/bevagna/

Foligno è uno dei rari centri storici dell’Umbria edificato in pianura, sorto come è sulle rive del Topino là dove il fiume sbocca nella valle. La zona vide prosciugare grandi aree paludose con interventi successivi, prima in epoca romana, poi nel XV e XVI secolo fino a quelli definitivi nell’ 800. Il momento più significativo di una visita a Foligno è probabilmente rappresentato dalla visita a Piazza della Repubblica e all’attigua Piazza Duomo. La prima, nel suo attuale assetto, con sagoma allungata e l’innesto di quattro strade agli angoli, risponde ai canoni più generali con cui tra il XII e il XIII secolo venivano progettate molte piazze comunali umbre; su di essa si affacciano il Duomo, il Palazzo Comunale eretto fra il 1262 e il 1265, il Palazzo Pretorio, il Palazzo Orfini del 1515 e il Palazzo Trinci, che conserva tracce delle belle decorazioni e alcune sale pregevolmente affrescate. I turisti più attenti non dovrebbero lasciare Foligno senza aver visitato la chiesa romanica di Santa Maria Infraportas ed a soli 6 km dal centro l’abbazia di Sassovivo (in questo momento in parziale restauro). La prima è caratterizzata, oltre che dagli affreschi del 400 e del 500, dalla bella torre campanaria e da un portico del XI secolo, la seconda invece si ricorderà per il chiostro romanico duecentesco su 128 esili colonne e per l’atmosfera mistica che si respira negli ambienti benedettini. Fra le più importanti manifestazioni organizzate nella città merita senza dubbio una nota particolare la Giostra della Quintana. Fonte: www.bellaumbria.net/it/foligno/

Perugia, la grande “Arce Guelfa” sorge al centro della regione, con i 5 rioni storici racchiusi dalle mura Etrusche: enormi bastioni formati da ciclopici massi, squadrati e messi in opera 22 secoli fa ed ancora visibili per lunghi tratti. Quando la città di Roma era poco più di un accampamento di capanne, nella Perugia etrusca si entrava da ben 7 porte, tra cui particolarmente imponente, la Porta Pulchra o d’Augusto. Entrando da Porta San Pietro, rifatta all’esterno da Agostino di Duccio nel 1475, s’incontra a destra la Basilica di San Domenico; nei chiostri e nel convento attiguo è stato ordinato l’importantissimo Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria. Si raggiunge poi, la Piazza del Sopramuro, dove si allineano il palazzo quattrocentesco dell’Università Vecchia, unito al Palazzo del Capitano del Popolo; proseguendo, dopo una breve salita, si apre una delle importanti piazze d’Italia: la Piazza Grande di Perugia (Piazza IV Novembre) un superbo complesso monumentale che comprende il Palazzo dei Priori, la Cattedrale, e al centro la Fontana Maggiore del ‘200. All’estremo opposto di Corso Vannucci si trova un famoso giardino-belvedere che è stato creato sopra il basamento della Rocca Paolina, ossia la fortezza fatta erigere da Papa Paolo III nel 1540. Questo basamento racchiude, come sotto un’enorme campana, un intero quartiere della città vecchia, una città morta, una specie di Pompei Medievale che è stata rimessa in luce e di cui la visita è oltremodo affascinante. Le salite e le gradinate sono di norma ripide, sia quelle che risalgono alle età più remote sia quelle tracciate in epoche più recenti. Ad esempio la rampa di Via delle Prome, partendo dall’Arco d’Augusto, conduce al punto più alto della città, dove sorgeva la fortezza di Porta Sole eretta nel secolo XIV dal Gattapone e in seguito distrutta a furore di popolo. Anche la più fugace visita a questo centro d’arte di storia e di cultura non deve trascurare il complesso di San Francesco, e l’Oratorio di San Bernardino: capolavoro d’Agostino di Duccio, che, ricoprendone la facciata di bassorilievi di incantevole grazia e finezza di modellato, ne fece un piccolo poema della scultura rinascimentale. Fra le più importanti manifestazioni che sono organizzate nella città meritano senza dubbio note particolari il festival musicale di Umbria Jazz e la manifestazione gastronomica di Eurochocolate. Da ricordare inoltre a Perugia, soprattutto per i bambini è la Città della Domenica, primo parco divertimenti d’Italia! Fonte: www.bellaumbria.net/it/perugia/

Sono varie le ipotesi sull’origine del nome della città: la parola Todi potrebbe derivare dalla parola “confine” (“tutere”), oppure dall’etrusco “tudicolare”; oppure da “tutus” (luogo alto e fortificato”). Esistono vari miti riguardo le origini di Todi, ma la storia dice che la città fu fondata dagli Umbri nel 2700 avanti Cristo. In seguito, il popolo etrusco prima e quello romano dopo III secolo avanti cristo) se ne impadronirono lasciandovi numerose testimonianze, come i Nicchioni Romani di piazza del Mercato Vecchio, in origine probabilmente facenti parte di una basilica. Nell’88 avanti Cristo Marco Crasso spogliò dei suoi beni la città, che in seguito alla caduta dell’Impero Romano fu depredata pi volte. è di questo periodo la figura del santoVescovo Fortunato che divenne il protettore della città. Nel medio evo Todi fu acerrima nemica della vicina Orvieto. Nel XII secolo divenne libero Comune, inaugurando un periodo molto fortunato, nel quale la città si arricchì di pregevoli monumenti, tra i quali il Palazzo del Capitano , il Palazzo dei Priori , il Duomo , e l’interessantissima Chiesa di San Fortunato. Nel 1236 nacque il pi famoso cittadino tuderte,Jacopone da Todi, uno dei primi poeti dialettali d’Italia. Nel 1500, dopo un lungo periodo di decadenza, la città beneficiò della spinta artistisca e innovatrice dell’epoca rinascimentale; un magnifico esempio è il Tempio della Consolazione. A questo impulso artistico contribuì molto il Vescovo Angelo Cesi che realizzò numerose opere d’arte. Fonte: www.bellaumbria.net/it/todi/

Le origini di Orvieto risalgono alla civiltà etrusca: i primi insediamenti, sono del IX° secolo a.C. e si localizzarono all’interno delle grotte tufacee ricavate nel massiccio su cui sorge attualmente la città. Dopo essere stata annessa nel III° secolo a.C. ai territori di Roma, Orvieto rimane sotto la sua dominazione fino al declino dell’Impero Romano d’Occidente. Diviene poi libero Comune, e durante le lotte tra Guelfi e Ghibellini, è strenua oppositrice del Barbarossa, rimanendo fedele al Papa. Forte della considerazione dello Stato Pontificio, Orvieto può così prosperare per tutto il Medioevo, raggiungendo l’apice dello sviluppo nel XIII° secolo con la costituzione del Consiglio generale dei 400 e l’elezione del Capitano del Popolo. E’ durante questo periodo che si ebbe un fervido lavoro di costruzione di palazzi ed edifici sacri tra cui spicca il celeberrimo Duomo, risalente al 1263, indubbiamente la testimonianza architettonica più importante della città, con la sua splendida facciata gotica e con la ricchezza delle decorazioni e delle cappelle interne. Nella città antica troviamo poi il Pozzo di San Patrizio, edificato nel 1527 su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane, il Palazzo dei Sette del 1300, il Palazzo del Capitano del Popolo (XII° secolo) nel quale si tenevano le riunioni del Consiglio Popolare, le chiese di S. Andrea (XII° secolo), S. Domenico (XIII° secolo), S. Giovenale (XI° secolo), Palazzo Soliano (1262) al cui interno sono ospitati due musei : il Museo dell’Opera del Duomo ed il Museo d’Arte Moderna. Inoltre si ricordano il Teatro Mancinelli (1866), la suggestiva Città Sotterranea e la Necropoli del Crocefisso del Tufo risalenti al periodo etrusco. Fonte: www.bellaumbria.net/it/orvieto/

Nel cuore verde dell’Umbria, tra i canneti e l’incantevole ninfea bianca, si stende il lago Trasimeno, un vero e proprio paradiso naturale in cui si affollano anatre selvatiche, cormorani, il nibbio, il martin pescatore. A fare da cornice, al di là del declivio pianeggiante, dolci colline con boschi che si alternano a campi di girasole e di mais, vigneti e distese di olivi.
Qui l’agricoltura è molto praticata e in maniera tradizionale. Diversi sono i comuni del Trasimeno: alcuni si affacciano direttamente sul lago, altri distano poco ma risentono del fascino e dell’attrattiva di questo specchio d’acqua.
Castiglione del Lago, per esempio, sorge su un promontorio di roccia calcarea, sotto il quale si trovano i resti di numerose tombe etrusche; qui si possono ammirare il castello e le mura medievali del Palazzo Ducale,  collegato da un camminamento locale alla Rocca del Leone, uno dei più importanti esempi di architettura militare umbra. A Città della Pieve, silenzioso e caratteristico borgo medioevale, anch’esso abitato dagli Etruschi e dai Romani, è presente il vicolo più stretto di Italia. Luogo natale del pittore Pietro Vannucci, detto il Perugino, questo Comune ospita diverse opere dell’artista, dalla Madonna col Bambino, conservata nella cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio, allo stupendo affresco L’Adorazione dei Magi, presso Palazzo della Corgna, magnifica dimora signorile. Anche nella piccola Panicale, non distante da Città della Pieve, si possono ammirare due affreschi del Perugino, il Martirio di San Sebastiano e la Madonna in Gloria, custoditi nella quattrocentesca Chiesa di S.Sebastiano. Dal borgo medievale di Passignano, dove è presente la trecentesca Torre di Ponente, si può raggiungere in battello l’Isola Maggiore, ancora abitata. In questo magnifico luogo in cui è conservato ancora il quattrocentesco villaggio dei pescatori sono anche presenti la chiesa romanica di San Salvatore del XII secolo, quella di San Michele Arcangelo del XIV secolo e la Villa Isabella dei Marchesi Guglielmi. Maggiore è raggiungibile anche da Tuoro sul Trasimeno, antica città etrusca, nota perché sul suo territorio si svolsero le fasi decisive della battaglia tra Annibale e Caio Flaminio, e proprio sulla tomba del comandante romano si erge il rinascimentale palazzo Capra. L’isola più estesa del lago (ce ne sono tre) è tuttavia quella di Polvese, disabitata e destinata a parco pubblico, qui si possono ammirare il Monastero di S.Secondo, la Chiesa di S.Giuliano e un castello del XIV sec., recentemente ristrutturato. A circa dieci chilometri da Passignano, invece, si trova il piccolo paese di Castel Rigone, dove è conservato uno dei principali capolavori architettonici del Rinascimento umbro: il santuario Maria Santissima dei Miracoli. Non distante si trova Magione, borgo dominato dal Maestoso Castello dei cavalieri di Malta e rinomato per la produzione di rame battuto, lavorato a sbalzo. Fonte: www.italia.it/it/idee-di-viaggio/laghi/il-lago-trasimeno-e-i-suoi-borghi.html

Simbolo di Città di Castello è il gruppo di campanili che la rende subito riconoscibile e che rappresentano una sorta di “summa” delle sue stesse vicende storiche, fortemente caratterizzate dalla contrapposizione tra il potere civico e quello religioso.  A testimonianza del passato medievale, in alcuni tratti è visibile la doppia cinta muraria, ancora intatta in molti punti. Cominciamo il nostro tour dalla circonvallazione ovest dove si trovano a trecentesca Porta Sant’Andrea ed il Torrione San Giacomo. Proseguiamo poi nel centro storico dove potremo ammirare il Palazzo del Podestà che conserva integra una sola facciata, quella verso Corso Cavour, ornata da nove volte ogivali aperte a sesto acuto, con lunette arricchite di stemmi e fregi, in pietra, al piano terreno e da una serie di stupende bifore al piano nobile. Un arco più ampio segna il voltone d’ingresso al Palazzo e comunica con il loggiato seicentesco che si apre sulla bella Piazza Fanti. La facciata del Palazzo che dà su Piazza Matteotti appare di impianto neoclassico e fu terminata da Nicola Barbioni nel 1687. Caratteristico il quadrante della Rosa dei Venti che ospita anche un doppio orologio delle ore e dei minuti. Assolutamente da non perdere Piazza Matteotti, il “centro del centro” della città. Vi si affacciano, oltre alla facciata neoclassica del Palazzo del Podestà, il Palazzo Bondi-ManciniPalazzo Vitelli-BufaliniPalazzo Cappelletti in stile tardo rinascimentale e la facciata laterale di Palazzo Bufalini. La suggestivo Torre civica del XIII secolo, dall’originale aspetto prismatico, conserva murati alcuni stemmi di pietra e la traccia dell’affresco che i Priori commissionarono a Luca Signorelli nel 1474. Simbolo del potere comunale (fu anche adibita a carcere) la Torre è nota come “Torre del Vescovo”, perché unita a Palazzo Vescovile, più volte riedificato sino ad avere l’attuale aspetto settecentesco. Tra le cose da fare a Città di Castello non può mancare una camminata fin sulla cima per godere della incomparabile veduta sul centro storico, sulla verdissima collina della Montesca e sull’intera vallata alto-tiberina. Altri punti d’interesse della città sono la Torre Cilindrica, la Cattedrale di San Florido e ilPalazzo Comunale. Per gli amanti dell’arte povera due musei d’eccezione: il Museo Burri e la Pinacoteca. Le opere del celebre artista Alberto Burri si trovano in parte a Palazzo Albizzini che ospita130 opere come Catrami, Muffe, Gobbi, Sacchi, Legni, Ferri, Combustioni, Cretti e Cellotex e in parte agli Ex Seccatoi del Tabacco. Fonte: www.bellaumbria.net/it/itinerari/cosa-vedere-a-citta-di-castello-in-un-giorno/

Adagiata alle falde del Monte Ingino, Gubbio è tra le più antiche città dell’Umbria, meravigliosamente conservata nei secoli e ricca di monumenti che testimoniano il suo glorioso passato. Testimonianza delle sue antiche origini sono le Tavole Eugubine, uno dei più importanti documenti italici ed il Teatro Romano situato appena fuori le mura. Sovrastata dall’alto dalla monumentale Basilica di Sant’Ubaldo che custodisce le spoglie incorrotte del Patrono, Gubbio ospita capolavori architettonici che simboleggiano e richiamano la potenza di questa città-stato medievale. All’inizio del XIV secolo risale il superbo complesso urbanistico formato dal Palazzo dei Consoli, divenuto il simbolo della città, dalla Piazza Pensile e dal Palazzo Pretorio. Da ricordare inoltre i palazzi Beni, del Bargello con la famosa fontana, del Capitano del Popolo. di pure linee rinascimentali il Palazzo Ducale di Francesco Giorgio Martini che richiama e documenta il significativo periodo vissuto sotto la signoria dei Montefeltro del cui ducato la città era parte integrante. Di grande interesse sono anche la Cattedrale (sec. XII), Santa Maria Nuova (nel cui interno si ammira la Madonna del Belvedere dipinta da Ottaviano Nelli nel 1413), Chiesa e convento di Sant’Agostino (sec.XIII ) con all’interno affreschi del Nelli, Chiesa e Convento di San Francesco (Sec.XIII), San Giovanni (Sec.XII) caratterizzato dalla facciata e dal campanile in stile romanico, San Pietro ampliata nel 1505 e San Domenico ampliata nel XIV secolo. Fra le più importanti manifestazioni che sono organizzate nella città meritano senza dubbio note particolari la Corsa dei Ceri e la rievocazione storica del Palio della Balestra. Fonte: www.bellaumbria.net/it/gubbio/