Scheggino

Scheggino è un castello di pendio a forma triangolare, coronato al vertice dal Cassero dell’antica rocca. Il paese sorge sulla riva sinistra del fiume Nera in corrispondenza di un restringimento della valle fluviale, conferendo al castello la funzione di guardia di un passaggio obbligato dell’antica strada della Valnerina. L’area più a monte, subito al di sotto del cassero chiamata “capo la terra”, è la parte più antica protetta dalle mura medievali. Scendendo verso valle, lungo le strette viuzze sormontate da archi in pietra, si raggiunge il borgo Cinquecentesco che si allunga a fianco del canale che alimentava l’antico mulino. Alle due estremità del paese le porte della città, Porta del Pozzo e Porta Valcasana. Da Porta Valcasana, attraversando il parco e la peschiera omonime, ricche di acque sorgive ed oggi utilizzate per la pesca sportiva della trota, si raggiunge la “Via del Ferro”, la strada utilizzata per il trasporto dei materiali delle miniere e delle ferriere, che da Scheggino raggiungeva Monteleone di Spoleto attraversando l’area naturalistica del Parco del Coscerno-Aspra, dove ancora nidificano le aquile. Il percorso un tempo era utilizzato per le migrazioni stagionali legate alla transumanza dei greggi che dalla montagna si dirigevano verso le pianure del Lazio e della Maremma. Risalendo gli stretti vicoli in pietra di Scheggino si giunge di fronte alla Chiesa di San Nicola e si viene accolti da un ampio ed alto portico, le cui dimensioni sono dovute al fatto che oltre alla funzione religiosa di accogliere i fedeli, veniva utilizzato come luogo di riunione per i consigli comunali. L’edificio è documentato sin dal 1210 e fu ampliato e rinnovato fra i secoli XVI e XVII, il prospetto con l’ampio portico, la divisione in tre navate ed il ciclo di affreschi all’ interno risalgono a questo periodo. Nell’interno, la decorazione a stucco del sec. XVIII si inserisce con naturalezza ed eleganza nell’ originale struttura cinquecentesca a tre navate, divise da colonne in pietra. Nella navata destra si osserva una Madonna del Suffragio, tela del sec. XVII con la curiosità iconografica del committente che versa da un vaso acqua sulle fiamme del Purgatorio. Nella cappella a destra dell’ altar maggiore, Madonna in gloria ed i SS. Giovanni Ev. in oleo, Giacomo, Rocco, Sebastiano e Nicola di Bari, tela di Guidobaldo Abbatini (1644), che come molte opere presenti nella zona, anche questa proveniva da Roma, per mediazione del cardinal Poli, cui i massari di Scheggino si erano rivolti per ricevere aiuto e consiglio. Nell’abside, Incoronazione di Maria, SS. Giovanni Battista e Nicola e Presepio, affreschi di Giovanni di Girolamo (1526) e Piermarino di Giacomo (1533), seguaci dello Spagna. Nella cappella a sinistra Madonna del Rosario di Perino Cesarei (1595). Nella navata sinistra S. Filippo Neri, tela del sec. XVIII. Sulla controfacciata, organo del sec. XIX.